Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle figure più importanti della nostra società: oggi è la volta di Giannenrico Spoldi, per tutti Gianna, vicepresidente nonché tra i fondatori del Basket Team 1995 Pizzighettone.

Vicepresidente, raccontaci un po’ da dove nasce il tuo rapporto così stretto con il mondo del basket.

Da giovane giocavo a Trigolo, ci sono stato per tanti anni fino a quando la società non è sparita, poi il mio coach, Renato Bissi, mi ha portato con sé ad Ombriano; a scuola, precisamente allo Stanga, ho giocato un anno con Serafino (Parmigiani, attuale presidente del Basket Team, ndr) con cui siamo amici da una vita, poi però quando è giunta l’ora di partire per il servizio militare ho deciso di chiudere con il basket giocato.

In realtà però sappiamo che c’è stata un’ultima parentesi prima del ritiro definitivo.

Sì, nell’estate del 1995 Serafino mi ha chiamato, dicendomi che qui a Pizzighettone stavano allestendo una squadra che avrebbe giocato nel campionato di promozione, oltre a lui c’erano Tolasi, papà di Michele oggi play in prima squadra, i fratelli Grassi, Beppe Dellanoce come coach, insomma, un roster di tutto rispetto; io ero arrugginito dopo qualche anno di inattività ma mi sono trovato subito benissimo nel gruppo e conservo tanti bei ricordi. Nel 1998 ho definitivamente smesso di giocare ed Armando Tonani, allora presidente, mi chiese di entrare nello staff dirigenziale.

Inizia dunque la tua avventura come dirigente e potremmo dire che vicepresidente si nasce!

Sì in effetti da subito ho ricoperto quel ruolo; con Serafino c’è sempre stato uno splendido rapporto di amicizia, ci siamo divisi le competenze, io mi occupavo principalmente degli aspetti organizzativi legati alla prima squadra mentre lui si è dedicato al settore giovanile e soprattutto all’aspetto tecnico sul quale è sempre stato estremamente competente.

Ad oggi possiamo tranquillamente dire che la classe dirigenziale di Pizzighettone è un fiore all’occhiello per la società.

Senza peccare di presunzione direi proprio di sì. Negli anni il gruppo si è allargato, stiamo bene tra noi, ci sono legami veri e sinceri che nessuno spezzerà mai e questa per me è una cosa importantissima; sono orgoglioso di far parte di un ambiente così, in cui c’è tanta genuinità unita alla professionalità. Ognuno porta il suo mattoncino, siamo un meccanismo ben oliato, un gruppo che lavora in piena sintonia e sapere che questo nostro modo di essere viene apprezzato anche all’esterno è una grande soddisfazione.

Parlando di basket giocato, negli ultimi anni Pizzighettone si è consacrata come realtà di vertice.

Questo è coinciso con l’arrivo in panchina di Massimo Giubertoni; scegliere un allenatore professionista è stata l’ennesima ottima intuizione di Serafino ed i fatti sono lì a dimostrarlo, Giube ci ha permesso di fare un salto di qualità notevole dal punto di vista tecnico e non solo vista la sua grandissima esperienza come giocatore.

C’è qualche giocatore a cui sei legato in modo particolare?

Parlare dei singoli non è mai facile, in questi anni sono passati tanti ragazzi che hanno lasciato un segno importante nel mio cuore; se devo sceglierne uno direi Simone Pedrini, è arrivato qui ragazzino ed oggi è un uomo, un simbolo vero e proprio della nostra società. Con lui il rapporto è sempre stato speciale, siamo sempre stati molto uniti: il suo infortunio della scorsa stagione è stato un momento bruttissimo, ho sofferto nel vederlo dolorante, la sua espressione negli spogliatoi a fine partita è qualcosa che difficilmente dimenticherò. So che è un leone, pochi a quell’età avrebbero deciso di continuare a lavorare per tornare a giocare, lui lo sta facendo con una grinta incredibile: quando lo rivedrò in campo, perché so che succederà, farò veramente fatica a trattenere l’emozione.

Questa stagione invece sta regalando soddisfazioni incredibili.

Confesso che non mi sarei aspettato una partenza così scintillante, che la squadra sia buona è fuor di dubbio ma, a costo di ripetermi, continuo a sostenere che la nostra arma in più sia avere Giubertoni al timone: è un allenatore veramente preparato, non lascia nulla al caso, lavora tantissimo in palestra ed è sempre sul pezzo. Bisogna riconoscergli i suoi meriti, ha plasmato un gruppo eccezionale, dimostrando non solo capacità tecniche ma anche di gestione mentale ed emotiva, riesce a rimanere sempre concentrato tirando fuori il meglio da ogni singolo atleta ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

In chiusura c’è spazio per i sogni o gli obiettivi, che dir si voglia.

Come tutti sanno io sono un grande sostenitore della necessità di mantenere un profilo basso, giusto essere fieri del percorso fatto ma non abbiamo ancora vinto nulla.

Quello che mi sento di dire è che a livello societario abbiamo avuto una crescita costante negli anni sotto il profilo tecnico, organizzativo, comunicativo ed a livello di sponsorizzazioni; ad oggi il Basket Team ha tutte le carte in regola per poter sognare traguardi importanti, proveremo ad arrivarci ed a giocarceli lasciando, come sempre, il verdetto al campo.