MGKVIS PIADENA – MAZZOLENI PIZZIGHETTONE 74-67 (19-14)-(32-37)-(49-54)

MGKVIS PIADENA: Leone 13, Trevisi ne, Corno 20, Belluco ne, Tinsley 7, Lorenzetti 14, Piazza ne, Sereni ne, Vignali 2, Olivieri 13, Marenzi 2, Mascadri 3. All. Tritto

MAZZOLENI PIZZIGHETTONE: Foti 8, Roberti 4, Pedrini 13, Bertuzzi, Severgnini, Parmigiani ne, Montanari 17, Casali 7, Lugic 6, Gerli 12, Baldrighi ne, Tolasi ne. All. Giubertoni

Arbitri : Coffetti Angelo di Bergamo (BG) e Mongelli Nicola di Montichiari (BS)

MVP: Corno

Note: Tecnico a coach Giubertoni 38’

Spettatori : 200 circa

 

Di Laura Lodigiani

Lo scontro tra titani premia Piadena che nel finale la spunta su un indomito Pizzi

Era la madre di tutte le partite, lo scontro tra la prima e la seconda, i due play migliori del campionato (Leone – Foti), una batteria di lunghi di livello altissimo (Olivieri – Lorenzetti – Pedrini – Gerli), due allenatori preparati, seri, meticolosi (Tritto – Giubertoni): doveva essere uno spettacolo e lo è stato.

Due società legate da un profondo rapporto di stima, amicizia e rispetto reciproco, l’ovazione per l’ingresso in campo del grande ex Lazar Lugic, i sorrisi tra giocatori, le pacche sulle spalle dopo ogni fallo, la partita a scacchi tra le due panchine, l’intensità su ogni possesso, la voglia di vincere sono stati gli ingredienti di una partita stellare, fatta di break e controbreak per tre periodi e lottata punto a punto fino a tre minuti dalla fine.

Vince la palla a due Olivieri ma la carambola finisce tra le mani del Pizzi che va immediatamente a segno con Pedrini; l’inizio è tutta una questione tra lunghi, con Lorenzetti che replica immediatamente e Gerli che ne infila quattro di seguito per il 6-2 al 3’.

La partita è bellissima, le due squadre prediligono il gioco interno, l’accoppiata Olivieri e Lorenzetti produce altri quattro punti ma dall’altra parte Gerli è ingestibile per la difesa di casa, due canestri di fila e gli ospiti restano avanti di quattro; Olivieri però non ci sta, continua a dominare sotto canestro ed insieme a Leone piazza il 5-0 che permette a Piadena di mettere il naso avanti per la prima volta sul 11-10 a meno di tre minuti dalla sirena.

L’intensità resta alle stelle, ogni canestro è una lotta all’ultimo sangue, Piadena sbaglia tanto ma trova altrettanti extrapossessi grazie ai suoi lunghi, Gerli sfrutta bene i mismatch e monetizza dalla carità prima dello show finale targato Alessandro Corno che piazza due bombe assassine e chiude il primo quarto 19-14 per i padroni di casa.

Si riparte e la tensione agonistica non accenna a diminuire, le squadre prendono buoni tiri ma sbagliano spesso per inezie e la retina si muove solo a cronometro fermo con Lorenzetti, Casali e Montanari con la Mazzoleni che ritorna a -1; Vignali sbaglia un rigore ma poi si fa perdonare con una meraviglia in semigancio ad altezza siderale, Pedrini, appena rientrato sul parquet spiega che no, gli ospiti non sono qui in gita: bomba e nuova parità a quota 23.

Il gioco si fa duro? Ok, tocca ai fenomeni. Andrea Leone infila una perla di mano sinistra ed una tripla in transizione che fa più male di un cazzotto sul naso; Lorenzetti firma il +7, Pizzi sembra in bambola ma mai fare i conti senza l’esuberanza del ragazzino terribile, Fabio Montanari, classe 2001, già mattatore all’andata, che con estrema nonchalance piazza tripla-recupero-contropiede e nuovo -2.

Piadena accusa il colpo, Foti trova un’autostrada e sono altri due, Montanari ci prende gusto e stavolta spara da otto metri, Pedrini capitalizza da sotto, Lugic dalla lunetta ed in poco più di un minuto e mezzo il Pizzi piazza un terrificante 14-0; i padroni di casa sbandano, il ferro è stregato e rifiuta tutte le conclusioni degli orange mandando le squadre al riposo lungo sul 37-32 per la Mazzoleni.

Al rientro sul parquet la musica non cambia, capolavoro di classe ed esperienza di Capitan Marenzi, si sblocca Lugic, segna Casali e Piadena continua a difettare in lucidità; Leone inventa altri due punti in solitaria ma Pedrini e Foti puniscono senza pietà ed il Pizzi arriva al +9.

Sale in cattedra di nuovo un pazzesco Corno che tira una tripla in faccia a Foti facendo esplodere i propri tifosi, Lorenzetti riavvicina i suoi ma Gerli tiene una lectio magistralis di “piede perno & linea di fondo” che manda in brodo di giuggiole il foltissimo pubblico di fede rivierasca presente sugli spalti.

La partita è sempre più vibrante ed emozionante, Leone, Marenzi e Corno spingono Piadena, i rivieraschi iniziano a perdere lucidità ed Olivieri agguanta la parità a quota 49; nel momento peggiore per Pizzighettone entrano in scena i veterani, bomba di Casali e due punti di pura esperienza di Capitan Roberti a chiudere sul 54-49.

Finale con giallo, con il canestro di Corno allo scadere annullato dagli arbitri: il tabellone segnava già la fine del tempo ma la sirena non era ancora suonata; il problema era capire se al momento del suono della sirena la palla si fosse già completamente staccata dalle mani del giocatore, valutazione difficilissima ad occhio nudo.

Ultimo periodo che parte ancora nel segno di Montanari, gioco da tre punti e +8 per il Pizzi, Mascadri fa percorso netto a cronometro fermo ma ancora Montanari ne infila altri due al cospetto nientemeno che di Simone Olivieri, Mascadri si butta dentro, attira il raddoppio e scarica per Corno, solo soletto sul perimetro, altra tripla e Piadena rientra ufficialmente in partita.

Come all’andata, dopo tanti minuti silenziosi, senza lasciare il segno, ecco arrivare Thomas Tinsley con la specialità della casa: tripla perfetta e di nuovo pari a quota 59; da questo momento, match vietato ai deboli di cuore, l’intensità se possibile si alza ancora di più, i contatti sono durissimi, le lotte sulle palle vaganti si fanno incandescenti, gli sguardi di fuoco, i respiri diventano ruggiti.

Nessuno vuole perdere, nessuno vuole indietreggiare, Roberti ne mette due a fil di sirena, Corno in entrata e Mascadri con 1/2 dalla lunetta riportano a +1 Piadena e danno il là al valzer di sorpassi e controsorpassi: Pedrini in sospensione, Olivieri con la schiacciata in contropiede, Montanari in entrata.

La svolta arriva ancora una volta con il killer instinct di Tinsley, che nel momento più caldo piazza la bomba che vale il +2 e poi monetizza il tecnico a coach Giubertoni; Olivieri trema dalla lunetta non capitalizzando il fallo di Lugic ma raccoglie il suo errore ed infila il pesantissimo +5 a meno di due minuti dalla sirena.

La Mazzoleni è ferita e stanca, si aggrappa al suo proverbiale orgoglio ma manca di lucidità permettendo a Lorenzetti e Corno di chiuderla dalla lunetta.

Finisce 74-67 un capolavoro di grinta, furore agonistico, talento, attitudine e forza mentale; uno spettacolo per il basket che nobilita le cosiddette serie minori, mostrando a tutti la bellezza autentica di questo sport.

Onore agli sconfitti, squadra tosta, quadrata ed orgogliosa, che pur avendo l’asse play-pivot (Foti-Pedrini) acciaccato, ha lottato per 38’ tenendo in scacco la capolista; onore al loro coach, Massimo Giubertoni, che ha saputo tirare fuori il meglio dai suoi giocatori preparando la partita in maniera praticamente perfetta.

Dall’altra parte tantissimi applausi per i padroni di casa, capaci di reggere la pressione di un campionato da protagonisti, capaci di resistere ai momenti negativi trovando il talento dei singoli per poi sprigionare l’enorme potenziale di squadra; applausi al loro condottiero, Antonio Tritto, capace di gestire magistralmente questo gruppo infondendo sempre calma e raziocinio.